Dimmi che stile cognitivo hai e ti dirò chi sei

Quante volte vi capita di sentirvi persi se ascoltate una cosa che dovete memorizzare e non avete carta e penna per appuntarvi i temi principali? Potreste essere dele persone che hanno una memoria prettamente visiva e che quindi se non vedono qualcosa scritto o disegnato, dimenticano.

Solitamente imparate il vostro metodo di memorizzazione ideale con il tempo, commettendo errori e portando con voi le vostre vittorie in ambito scolastico.

Ma se vi dicessi che c’è un metodo che gli insegnanti dovrebbero sapere per orientare ogni bambino fin dall’infanzia a riconoscere i propri punti di forza e di debolezza risparmiando sbagli e figuracce inutili?

In quest’articolo vi spiego cos’è lo stile cognitivo e come riconoscerne le particolarità. Pronti? Via!

Lo stile cognitivo disegna un approccio individuale comune ad ogni contenuto. Ad esempio, si può essere prevalentemente intuitivi oppure riflessivi, indipendentemente dal contesto; prevalentemente logici e sequenziali piuttosto che analogici e creativi.
Lo stile cognitivo riguarda le modalità preferenziali per elaborare gli stimoli e potremmo ricondurvi differenti tipologie di intelligenza.
Ecco una tabella di sintesi relativa agli stili cognitivi:

Gli stili di apprendimento costituiscono modalità abbastanza stabili di interazione con l’ambiente di apprendimento.

Ciascuno ha delle modalità preferenziali di percepire, comprendere, immagazzinare e recuperare le informazioni, chi sta scrivendo l’articolo ha una memoria maggiormente visiva :). Gli stimoli provenienti dall’esterno (input) vengono dunque elaborati cognitivamente e producono una risposta (output). L’accesso alle informazioni, o stimoli, è fase indispensabile per qualsiasi apprendimento, cioè è la base dell’acquisizione delle conoscenze.
Lo stile di apprendimento, in quanto set unico e personalizzato, può facilitare oppure ostacolare l’accesso alle conoscenze, a seconda di come viene proposta l’informazione. L’informazione viene recepita tramite i canali sensoriali, già a questo livello possiamo individuare delle preferenze soggettive, corrispondenti appunto agli stili di apprendimento.
Distinguiamo i canali: visivo-verbale, visivo-non verbale, uditivo, cinestesico. In linea generale, è utile richiamare fin d’ora una frase celebre di Tullio De Mauro, che dovrebbe essere sempre ben presente agli insegnanti: “Se ascolto dimentico, se guardo ricordo, se faccio capisco…In relazione ai diversi canali di accesso alle informazioni si possono individuare strategie efficaci per valorizzare i corrispondenti stili di apprendimento”.

Come? Lo vedremo nel prossimo articolo 😉

Stay tuned!

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