Lettori tecnologici o lettori distratti?

Problemi di concentrazione online: click sui link che trova sui social network, leggi alcune righe, cerchi le parole attraenti, e poi ti stufi e passi alla pagina successiva, dalla quale probabilmente ti distrarrai. Giusto?

Pensa che i ricercatori stanno lavorando per avere un quadro più chiaro delle differenze tra la lettura online e quella su stampa – la comprensione del significato, tanto per cominciare, sembra migliore su stampa – e si confrontano con quello che queste differenze possono significare non solo rispetto a godersi l’ultimo romanzo di Connelly, ma anche con la comprensione di contenuti difficili sul lavoro e a scuola. Pare che i tablet e gli smartphone limitino lo sviluppo di capacità di lettura e comprensione approfondita. Caspita!

Il cervello è la vittima innocente di questo nuovo mondo: si limita a riflettere il modo in cui viviamo. «Il cervello è duttile per tutta la sua vita, si adatta costantemente», spiega Wolf, che è una dei massimi esperti mondiali sullo studio della scrittura e fu colpita l’anno scorso dalla scoperta di come sembrasse essersi adattato anche il suo, di cervello.
Dopo un giorno passato sul web e leggendo centinaia di mail, si sedette a leggere “Il gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse, e «non sto scherzando: non ci riuscivo. Era una tortura riuscire a concludere la prima pagina, non riuscivo a forzarmi a rallentare: selezionavo le parole utili, organizzavo il movimento degli occhi per raccogliere più informazioni nel minor tempo possibile. Mi vergognavo di me stessa».

Il cervello non è progettato per leggere. Non ci sono geni per la lettura come ce ne sono per il linguaggio o la vista. Ma spinto dall’emergere dei geroglifici egizi, dell’alfabeto fenicio, dalla carta cinese e, infine, dalla stampa di Gutenberg, il cervello si è adattato a leggere.
Prima di internet, leggeva soprattutto in modi lineari: a una pagina ne seguiva un’altra, e così via. Certo, ci potevano essere immagini mescolate al testo, ma tendevano a esserci poche distrazioni. Leggere la stampa ci ha dato anche una notevole abilità nel ricordare dove trovare le informazioni fondamentali in un libro anche solo a partire dalla sua impaginazione, dicono i ricercatori.

Alcune interessanti ricerche in questo ambito sono già state prodotte. Uno studio israeliano del 2012 ha paragonato il modo in cui un gruppo di studenti di ingegneria, cresciuti “davanti agli schermi”, leggeva e capiva porzioni di testo analoghe da uno schermo oppure da una pagina stampata, quando venivano cronometrati per completare alcuni test. Gli studenti credevano di aver fatto meglio quando leggevano dal computer. Si sbagliavano: la loro comprensione era stata superiore quando leggevano dalla carta.

Mamme, ragazzi.. leggete le favole delle buonanotte, anche il vostro cervello vi ringrazierà.

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