Preparare gli esami della sessione invernale già da ottobre? Come non dimenticare tutto.

Queste uggiose giornate ottobrine, la fine dell’estate e l’inizio di una nuova avventura al lavoro o all’università forse ti hanno ricaricato con tanto entusiasmo e tanta voglia di fare: già in biblioteca a ripassare la lezione per poi ritrovarti a pensare: ‘ma.. io ho la sessione di esami a gennaio! Tutto ciò che studierò adesso verrà dimenticato prima della data dell’esame!!’

Prima di avere una crisi nervosa e perdere tutta la voglia di fare voglio darti una buona notizia: PUOI far sì che il tuo lavoro nel tempo dia i suoi frutti. Ti insegnerò un modo per ricordare a distanza di mesi o anni anche le prime precoci studiate sui libri. Che sia la volta giusta che diamo fine alle ‘maratone’ pre esame??! 😉

Nel momento che prendiamo in mano un libro, abbiamo davanti una spesa di tempo di cui solitamente non abbiamo la più pallida idea, eppure la lettura ci può portare via tanto di quel tempo da non renderci conto alla fine di quale sia il ritorno di “guadagno” se così si può chiamare.

I ripassi dilazionati: questi sconosciuti

I ripassi mirati saranno i nostri amici ‘salva-tempo ed energia’, a condizione che capiamo il loro funzionamento e li usiamo assolutamente senza sgarrare. Molto spesso tutti noi sprechiamo tempo per ripassare argomenti che conosciamo già bene, oppure per l’insicurezza di dimenticare tutto quello che abbiamo studiato.
Se riusciamo a capire come la nostra memoria conserva le informazioni e la durata a livello cosciente, potremmo ricavare un enorme risparmio di tempo da investire in altri scopi.
Come abbiamo già detto in altri post precedenti, i ricordi hanno una durata variabile in base all’emotività o alla ripetitività dell’informazione.

Un pò di teoria: La curva dell’oblio

Le informazioni che memorizziamo in una giornata, sia di vita reale, sia di studio di un argomento, hanno una durata di circa 24 ore. Cio che state leggendo ora, molto probabilmente domani lo ricordere per una parte, ma dopo domani (ossia dopo 48 ore circa), la percentuale di ciò che avete letto sarà scesa drasticamente. E in effetti, la velocità con cui dimentichiamo è molto maggiore all’inizio, e segue la dinamica descritta alla fine dell’800 dallo psicologo Hermann Ebbinghaus nella sua “curva dell’oblio”.

Questa è la normalità, dimenticare fa parte dei processi di rimozione dell’inconscio, se ciò non accadesse la memoria sarebbe piena zeppa di informazioni, mandandoci completamente in tilt a livello cosciente.

Il grafico sopra rappresenta ed esemplifica una delle scoperte di Ebbinghaus. Ad ogni ripetizione dilazionata la curva dell’oblio si appiattisce, fino a diventare virtualmente retta. Questo significa che se oggi studi una cosa e non la ricordi, te ne devi fregare! E ripassala invece domani.

Inoltre, quando studi qualcosa rileggendola molte volte, ti stai esercitando a leggere, non a ricordare. Mentre se vuoi interiorizzare qualcosa devi cercare, prima di rileggerla, di fare lo sforzo di ricordarla, così si formeranno o rafforzeranno le reti neuronali nel tuo cervello.

Possiamo, comunque, indicarvi uno schema di ripassi generico distribuito in un arco di tempo, che ognuno potrà verificare da se, in base alle proprie capacità e alla propria volontà di raggiungere una certa consapevolezza interiore di come funziona nel tempo la propria memoria.

  • primo ripasso – prima che finisca la giornata
  • secondo ripasso – dopo 1 giorno
  • terzo ripasso – dopo 1 settimana
  • quarto ripasso – dopo 1 mese

Consigli pratici:

  • Tenete nota di ciò che studiate in un giorno su un foglio A4. A partire da questo elenco applicate la teoria dei ripassi specificando il giorno. Miraccomando! Se hai poco tempo, assicurati di ripassare piuttosto che andare avanti a studiare! Meglio non dover ritornare indietro più tardi, non credi?

In questo modo vedrete sicuramente la differenza alla prossima sessione d’esami!

 

Leave a Comment