Come nasce un’idea?

Ti sei mai domandato se sei una persona cerativa o meno? Beh, che tu lo sia o meno, ti fornisco degli spunti per alimentare la tua creatività.

La creatività è un modo di pensare che si impara.

Insomma non è un dono innato. Certo magari avere un po’ di talento non guasta. Ma l’intelligenza creativa la possiamo allenare con le giuste strategie. Eccone quattro.

1. Studia, informati, impara, chiedi

Per sviluppare idee nuove, per creare qualcosa di veramente innovativo hai bisogno di un terreno solido su cui poggiare i piedi… il salto lo fai – se sei bravo – da lì.

Se vuoi scrivere, leggi. Se ti piace suonare, ascolta la musica e studiala. Se vuoi lanciare un nuovo prodotto studia quelli già sul mercato. Se hai tre giorni per presentare al tuo capo un nuovo progetto, spendine almeno uno per guardare progetti simili che hanno già avuto successo.

Essere creativi non vuol dire rifare il mondo daccapo. Vuol dire combinare in modo originale e utile qualcosa che già c’è.

E quello che già c’è lo devi trovare, conoscere, studiare. Ovvio non significa che devi prima conoscere l’intero scibile umano prima di lanciarti in un progetto tuo, ma devi bilanciare bene apprendimento e creatività.

2. Creare spazio per la fase di incubazione

Il pensiero creativo ha bisogno di prendere la via dell’inconscio per svilupparsi. Quindi a un certo momento bisogna mollare la presa e distogliere la mente dal problema.

Ci sono due modi per farlo:

  1. Non fare niente: lasciare vagare la mente in modo libero, magari mentre ti godi un bel panorama al mare o passeggi in collina. Riposare la mente, non fare nulla che implichi impegno di energie mentali.
  2. Fare dell’altro: cioè occupare la mente in qualche questione che richieda grande attenzione ma che non c’entra niente con il problema per il quale stiamo cercando una soluzione creativa.

Alcune ricerche dimostrano che il secondo metodo è migliore del primo. Per carità, un po’ di ozio non si nega a nessuno, ma pare che distogliere l’attenzione dal problema A, per dirigerla tutta sul problema B, favorisca l’elaborazione inconscia di soluzioni creative per A. Detto in altri termini si tratta di zittire la mente conscia per un po’ (dandole in pasto qualche altra cosa da fare), lasciando così l’inconscio libero di fare il suo lavoro sotterraneo.

Un modo pratico per ottenere questo effetto è dedicarsi a qualche gioco di enigmistica, come un rebus o le parole crociate.

3. Uscire dagli schemi

La nostra cultura si basa sulla specializzazione. Il nostro è un sapere molto parcellizzato e approfondito.

Essere così settoriali però ha un costo: rischiamo di avere una visione a tunnel. Andiamo sempre più a fondo ma perdiamo la capacità di buttare un occhio a quello che c’è di lato. Così perdiamo l’occasione per creare nuove connessioni.

Per questo una buona strategia per sollecitare la creatività è allontanarsi dal proprio ambito e nutrire la mente con delle pietanze diverse.

Basta impegnarsi ogni tanto a fare qualcosa di diverso dal nostro solito.

Fare un giro al museo o a una mostra, andare all’opera se non ci sei mai stato, ascoltare musica classica se sei abituato ad ascoltare solo musica leggera. Provare a fare un disegno anche se pensi di essere negato, o scrivere una poesia se non l’hai mai fatto in tutta la tua vita.

Uscire dal tuo ambito aiuta il pensiero divergente. Offre altri punti di vista da cui osservare le cose e metterle in connessione tra loro.

4. Stare in mezzo alla natura

Sembra che non c’entri un accidenti con tutto quello che ho scritto fino a ora. Eppure pare che alberi, piante e fiori siano un toccasana per la creatività.

Ne parla Richard Wiseman, nel libro 59 secondi. Pensa poco, cambia molto, che sto leggendo proprio in questi giorni.

C’è una bella quantità di ricerche che dimostrano il potere della natura. Anche una pianta in vaso, o un albero che si intravede da una finestra hanno una influenza benefica. Studi fatti nelle carceri, negli ospedali, negli uffici portano tutti alla medesima conclusione: la natura fa bene, ha un effetto rilassante e salutare.

La presenza di piante negli uffici stimola la creatività e l’innovazione negli impiegati. E i bambini inventano giochi molto più creativi quando posso giocare in mezzo al verde piuttosto che in cortili spogli.

Perché succede tutto questo? Non si sa per certo, ma dal punto di vista evoluzionista l’ipotesi è questa: essere circondati da alberi e piante in salute induce un senso ancestrale di calma perché implica abbondanza di cibo. I nostri antenati se si trovavano in mezzo alla natura rigogliosa si potevano rilassare perché sapevano che procurarsi il cibo sarebbe stato facile… e una parte di queste sensazioni gradevoli sopravvivono ancora oggi. E quando siamo più felici e rilassati la mente è anche più creativa.

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